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DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA
"MIELE DELLA LUNIGIANA "

Art. 1.

Nome del Prodotto
La denominazione di origine protetta "Miele della Lunigiana" è riservata alle due tipologie: miele di acacia e miele di castagno, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art. 2.
Descrizione del prodotto
Si definisce "Miele della Lunigiana" di acacia, il miele prodotto su fioritura di Robinia pseudoacacia L.
Si definisce "Miele della Lunigiana" di castagno, il miele prodotto su fioritura di Castanea.sativa M.
2.2
Caratteristiche del prodotto

2.2.1
"Miele della Lunigiana" di acacia

Caratteristiche organolettiche
Il "Miele della Lunigiana" di acacia presenta le seguenti caratteristiche si mantiene a lungo liquido e limpido; può tuttavia presentare, nella parte finale del periodo di commercializzazione, una parziale formazione di cristalli, senza comunque arrivare ad una cristallizzazione completa;
consistenza: sempre viscosa, in funzione del contenuto d'acqua;
colore: molto chiaro, da pressoché incolore a giallo paglierino;
odore: leggero, poco persistente, fruttato;confettato, simile a quello dei fiori;
sapore: decisamente dolce, con leggerissima acidità e 'privo di amarezza. L'aroma è molto delicato, tipicamente vanigliato, poco persistente e privo di retrogusto.
2.2.1.2
Caratteristiche chimico - fisiche e microscopiche

Oltre ai requisiti previsti dalla normativa vigente, il "Miele della Lunigiana" di acacia deve presentare le seguenti caratteristiche:
contenuto in acqua: non superiore a 18 %
contenuto in idrossimetilfurfurale (HMF): non superiore a 10 mg/kg al momento dell'invasettamento.
2.2.1.3
Caratteristiche melissopalinologiche

Il sedimento del miele si presenta in genere povero di polline, con un numero di granuli di polline di acacia
inferiore a 20.000/10 g di miele.
"Miele della Lunigiana" di castagno
Caratteristiche organolettiche
Il "Miele della Lunigiana" di castagno presenta le seguenti caratteristiche:
si mantiene per lungo tempo allo stato liquido; può tuttavia presentare, nella parte finale del periodo di commercializzazione, una parziale ed irregolare cristallizzazione;

colore: ambra scuro, spesso con tonalità rossastra:
odore: abbastanza forte e penetrante;
sapore: persistente, con componente amara più o meno accentuata.
2.2.2.2
Caratteristiche chimico -fisiche e microscopiche

Oltre ai requisiti previsti dalla normativa vigente, il "Miele della Lunigiana" di castagno deve presentare le
seguenti caratteristiche:
contenuto in acqua: non superiore a 18%;
contenuto in idrossimetilfurfurale (HMF): non superiore a 10 mg/kg al. momento dell'invasettamento.
2.2.2.3
Caratteristiche melissopalinologiche

II sedimento del miele si presenta ricco di polline, con un numero di granuli pollinici di castagno superiore a 100.000/10 g di miele.

Art. 3.
Zona di produzione
La zona di produzione, trasformazione, elaborazione e condizionamento del "Miele della Lunigiana" di acacia e di castagno è costituita dalla parte di territorio della provincia di Massa Carrara individuato come segue:
Comune di
Pontremoli
Zeri
Mulazzo
Tresana
Podenzana
Aulla
Fosdinovo
Filattiera
Bagnone
Villafranca in Lunigiana
Licciana Nardi
Comano
Fivizzano
Casola in Lunigiana

Tale areale, in un unico corpo, si estende per circa ha 97.000, così come da cartografia allegata.

Art. 4.
Elementi che comprovano l'origine
Gli elementi che comprovano l'origine del prodotto sono costituiti da
riferimenti storici che attestano l'origine ed il legame nel tempo con il territorio, quali il forte radicamento, il grande peso e la specializzazione dell'apicoltura in Lunigiana; utilizzo da secoli del miele in ricette tipiche e tradizionali della gastronomia locale; utilizzo di altri prodotti derivati dall'apicoltura come medicinali e per la fabbricazione locale delle candele;
riferimenti culturali quali i nazionale ed internazionale;
numerosi successi riscossi dai mieli lunigianesi in importanti concorsi a carattere
riferimenti sociali ed economici quali la presenza nella zona da innumerevoli anni di produttori di miele; ai produttori residenti, da moltissimi anni si sono affiancati produttori provenienti da altre zone e regioni italiane, richiamati dalla possibilità di ottenere miele di elevata qualità.

 
Art. 5.
Metodo di ottenimento

Art. 6.
Elementi che comprovano il legame con l'ambiente
5.
5.2
5.3
5.4
Alveari e postazioni

Gli alveari di produzione possono essere "stanziali", cioè' permanere per l'intero arco dell'anno nella stessa postazione, o "nomadi", ma con spostamenti entro il territorio sopra descritto per tutto il periodo delle fioriture interessate; le postazioni devono essere comunque localizzate nell'ambito del territorio sopra individuato. In ogni caso all'inizio del raccolto i melari utilizzati devono essere rigorosamente vuoti.
Produzione.
Gli alveari destinati alla produzione sono condotti secondo le seguenti indicazioni
le famiglie devono essere contenute in arnie razionali, cioè a favi mobili e a sviluppo verticale;
gli alveari devono essere sottoposti alle misure profilattiche e agli interventi terapeutici necessari al preventivo contenimento delle malattie secondo le disposizioni del Servizio Sanitario Nazionale;
l'eventuale nutrizione artificiale deve essere sospesa prima della posa dei melari e comunque deve essere effettuata solo con zucchero e acqua;
i favi dei melari devono essere vuoti e puliti al momento dell'immissione nell'alveare e non devono avere mai contenuto covata; al momento dell'immissione dei melari bisogna utilizzare l'escludi regina o altro idoneo strumento per evitare l'ovideposizione nel melario;
il prelievo dei melari avverrà dopo che le api saranno state allontanate dagli stessi con un metodo che preservi la qualità del prodotto (ad es. con apiscampo o soffiatore); è vietato l'uso di sostanze repellenti.
Estrazione e lavorazione.
Per beneficiare della denominazione di origine protetta il miele deve essere estratto e lavorato con le seguenti modalità:
i locali destinati alla smielatura, lavorazione e conservazione del miele devono ricadere nell'ambito territoriale di produzione e rispondere alle norme legislative vigenti;
tutta l'attrezzatura utilizzata per la smielatura, conservazione, lavorazione del miele deve essere fatta di materiale per uso alimentare e previsto dalla vigente normativa comunitaria e nazionale;
l'estrazione deve essere fatta con smielatori centrifughi; la filtrazione deve essere fatta con filtro permeabile agli elementi figurati del miele; successivamente alla filtrazione il miele deve essere posto in recipienti per la decantazione.
Ove si renda necessario riscaldare il miele a fini tecnologici (trasferimento, invasettamento, ecc.) il trattamento termico deve essere limitato al tempo effettivamente necessario per le operazioni suddette e la temperatura del prodotto non deve mai superare i 40° C;
Confezionamento.

Sono consentite esclusivamente confezioni in vetro con chiusura twist-off nei seguenti formati: da 30 g a 1000 g. Il confezionamento del prodotto deve avvenire nell'ambito della zona di cui all'art. 3.
Il "Miele della Lunigiana" presenta un profondo legame con l'ambiente in tutte le fasi della sua produzione.
L'areale della zona di produzione è costituito da un unico corpo e corrisponde interamente al territorio dell'attuale comunità montana della Lunigiana i cui confini geografici coincidono quasi interamente con quelli naturali, costituiti dagli spartiacque montani che delimitano la Lunigiana dalle altre valli limitrofe.
Il "Miele della Lunigiana" è prodotto in un territorio complessivamente omogeneo caratterizzato da un ambiente naturale sostanzialmente intatto.
Consorzio di Tutela
del Miele della Lunigiana D.O.P.


c/o Comunità Montana della Lunigiana
Piazza A. De Gasperi
54013 Fivizzano (MS)
Fax (+39) 0585 790854
P.iva 01106170457


Presidente
Andrea Guidarelli

(+39) 328 7157720
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